La Città

“Arrivai a Matera verso le undici del mattino. Avevo letto nella guida che è una città pittoresca, che merita di essere visitata, che c’è un museo di arte antica e delle curiose abitazioni trogloditiche [cioè scavate nella roccia]. […] Allontanatami un poco dalla stazione, arrivai a una strada, che da un solo lato era fiancheggiata da vecchie case, e dall’altro costeggiava un precipizio. In quel precipizio è Matera. La forma di quel burrone era strana; come quella di due mezzi imbuti affiancati, separati da un piccolo sperone e riuniti in basso in un apice comune, dove si vedeva, di lassù, una chiesa bianca, Santa Maria de Idris, che pareva ficcata nella terra. Questi coni rovesciati, questi imbuti, si chiamano Sassi. Hanno la forma con cui, a scuola, immaginavamo l’inferno di Dante, in quello stretto spazio tra le facciate e il declivio passano le strade, e sono insieme pavimenti per chi esce dalle abitazioni di sopra e tetti per quelle di sotto. Alzando gli occhi vidi finalmente apparire, come un muro obliquo, tutta Matera. È davvero una città bellissima, pittoresca e impressionante» – 1945, lo scrittore Carlo Levi in “Cristo si è fermato ad Eboli”.

“La città è di aspetto curiosissimo, viene situata in tre valli profonde nelle quali, con artificio, e sulla pietra nativa e asciutta, seggono le chiese sopra le case e quelle pendono sotto a queste, confondendo i vivi e morti la stanza. I lumi notturni la fan parere un cielo stellato” – 1702, lo storico Giovan Battista Pacichelli in “Il Regno di Napoli in Prospettiva”.

“Matera: una città straordinaria. Sembra che ci si affacci a un sottosuolo scoperchiato e abitato, che nell’insieme forma una città maggiore. Una tale adunanza di semicavernicoli, in cui si prolunga senza soluzione di continuità l’esistenza dalla preistoria, non ha paragoni in Europa, ed è tra i paesaggi italiani che generano più stupore” – 1957, il giornalista Guido Piovene nel suo “Viaggio in Italia”.

La città di Matera si è prestata molto bene, negli anni, come scenario naturale a documentari-denuncia sulla condizione meridionale, a cortometraggi storici e tanti film, molti a sfondo religioso, molti dei quali le hanno permesso di essere conosciuta in tutto il mondo. Ecco qui alcuni di questi capolavori:

– 1953 La Lupa, di Alberto Lattuada

– 1964 Il Vangelo secondo Matteo, di Pier Paolo Pasolini

– 1985 King David, di Bruce Beresford

– 1995 L’uomo delle stelle, di Giuseppe Tornatore

– 2002 The Passion, di Mel Gibson

– 2006 The Nativity, di Catherine Hardwicke